Il Chianti Classico, degustazione con Roberto Gardini

Sarà il Chianti Classico, l’originale del Gallo Nero, il grande protagonista del seminario e degustazione in programma VENERDI 22 FEBBRAIO, alle ore 20.45, al Ristorante I Du Matt. A condurre la serata sarà il maestro sommelier Roberto Gardini che accompagnerà i partecipanti in un viaggio a ritroso nella storia attraverso differenze territoriali, stili produttivi e caratteri distintivi che rendono il Sangiovese uno dei vini più famosi al mondo.

In DEGUSTAZIONE 6 VINI d’eccellenza:
Castello di Volpaia – Chianti Classico DOCG Riserva – 2014

Fontodi – Chianti Classico DOCG Gran Selezione Vigna del Sorbo – 2014

Caparsa Riserva – Chianti Classico DOCG Riserva Caparsino – 2013

Felsina – Chianti Classico DOCG Gran Selezione Colonia – 2013

Castello di Vicchiomaggio – Chianti Classico DOCG Gran Selezione La Prima – 2013

Barone Ricasoli – Chianti Classico DOCG Gran Selezione Castello di Brolio – 2013

In accompagnamento una selezione di salumi e formaggi parmensi.

COSTO DELLA SERATA: 45 EURO

40 EURO per soci: Ais, Fis, Fisar, Onav, Wset, Arte&Vino.

Il set di calici per la degustazione deve essere portato direttamente dal partecipante. Altrimenti i bicchieri possono essere noleggiati a pagamento al ristorante.

Per info complete e prenotazioni:
RISTORANTE I DU MATT
Via San Leonardo, 75 – Parma
TEL. 0521 251407; info@idumatt.it
www.idumatt.it

IL CHIANTI CLASSICO – La leggenda
“La leggenda narra che nel periodo medievale, quando le Repubbliche di Firenze e Siena si combattevano aspramente per prevalere l’una sull’altra, il territorio del Chianti, proprio perché intermedio alle due città, fosse oggetto di dispute pressoché continue. Per porre fine alle contese e stabilire un confine definitivo, venne adottato un bizzarro quanto singolare sistema. Si convenne di far partire dai rispettivi capoluoghi due cavalieri e di fissare il confine nel loro punto d’incontro. La partenza doveva avvenire all’alba e il segnale d’avvio sarebbe stato il canto di un gallo. Decisione, quest’ultima, in linea con i costumi del tempo, quando ancora i ritmi quotidiani erano scanditi dai meccanismi naturali. Nei preparativi dell’evento doveva pertanto essere decisiva la scelta del gallo, più che quella del destriero e del cavaliere. I senesi ne scelsero uno bianco, mentre i fiorentini optarono per uno nero, che tennero chiuso in una piccola e buia stia pressoché digiuno per così tanti giorni da indurlo in un forte stato di esasperazione.

Il giorno fatidico della partenza, non appena fu tolto dalla stia, il gallo nero cominciò a cantare fortemente anche se l’alba era ancora lontana. Il suo canto consentì quindi al cavaliere di Firenze di partire Immediatamente e con grande vantaggio su quello senese, che dovette attendere le prime luci del giorno, quando il suo gallo, cantando regolarmente, gli permise di partire. Ma dato il notevole ritardo che aveva accumulato nei confronti dell’antagonista, il cavaliere senese percorse solo dodici chilometri in solitudine, poiché a Fonterutoli incontrò l’altro cavaliere.

Fu così che quasi tutto il Chianti passò sotto il controllo della Repubblica Fiorentina, molto tempo prima della caduta di Siena stessa”.